Con il titolo Aigua – parola algherese che significa “acqua” – il duo Cordas et Bentu (Francesca Apeddu, flauto; Maria Luciani, chitarra) pubblica un nuovo lavoro discografico per l’etichetta Stradivarius, frutto di un lungo periodo di studio, ricerca e interpretazione.
Il progetto nasce dall’interesse delle due musiciste per il repertorio originale per flauto e chitarra del XX secolo, periodo in cui questa formazione si afferma stabilmente nella scena concertistica grazie a figure come Andrés Segovia e Severino Gazzelloni. I brani scelti rappresentano quattro pietre miliari della letteratura cameristica per flauto e chitarra, ciascuno con una poetica distinta e un linguaggio compositivo ben riconoscibile.
L’acqua è il filo conduttore del disco, presenza reale e simbolica. Il programma si apre con Toward the Sea di Tōru Takemitsu, composto per la campagna “Save the Whales” di Greenpeace. È una pagina fluida, meditativa, ispirata al moto ondoso e al silenzio come parte integrante del suono. Il disco si chiude con Mitología de las Aguas di Leo Brouwer, affresco mitologico e spirituale dei paesaggi acquatici sudamericani, tra cui l’Amazzonia e le cascate del Salto Ángel, fino al misterioso Güije, spirito dei fiumi cubani.
Completano il percorso la Sonata pour flûte à bec et guitare di Jean Françaix, esempio di scrittura brillante, ironica e trasparente, e la Sonatina op. 205 di Mario Castelnuovo-Tedesco, composizione concertante di grande equilibrio formale e intensità espressiva.
Aigua è un omaggio alla natura e al repertorio colto del Novecento, ma anche una dichiarazione d’identità da parte del duo, profondamente legato al mare di Alghero e alle suggestioni che l’acqua porta con sé. Le musiche scelte fanno parte da tempo dei programmi concertistici di Cordas et Bentu e rappresentano un paesaggio sonoro fatto di memoria, fluidità e dialogo tra culture e stili.
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